Fatturazione elettronica europea: entriamo nel vivo




Temuta da molti, come ogni cambiamento, la fatturazione elettronica europea è in procinto di imporsi in maniera totalizzante e definitiva nella realtà del nostro continente. Al di là delle chiacchiere da bar che alimentano la sua “cattiva reputazione”, vogliamo tranquillizzarvi su alcuni punti fondamentali che invece potreste esservi persi.

Parlando di fatturazione elettronica europea, è importante tenere a mente che si sta parlando di uno strumento il cui scopo è quello di semplificare la burocrazia nell’ambito degli appalti pubblici internazionali. La standardizzazione delle procedure documentali è volta infatti a favorire il business internazionale, ponendosi come soluzione rivoluzionaria per le aziende impegnate in gare pubbliche oltre i confini nazionali.

Come riportato da Enrico Leviani, Chief Consulting & Account Manager Officer: << Lo strumento, previsto dalla direttiva UE 55/2014, si inserisce in un quadro più ampio di digitalizzazione e standardizzazione delle procedure a livello transfrontaliero.>> È quindi fondamentale approfondirne i diversi aspetti, arrivando a carpire le caratteristiche tecniche di tale innovazione. << I prossimi mesi saranno cruciali per la sua implementazione: entro aprile 2020 infatti, tutte le pubbliche amministrazioni dovranno essere in grado di gestire questa particolare modalità di fatturazione.>>

I benefici del passaggio da B2B e B2C ad europea: fare affari con le pubbliche amministrazioni all’estero diventa più facile

Le caratteristiche di interoperabilità e standardizzazione concesse con la nuova normativa divengono un incentivo all’ampliamento del proprio business all’estero. L’enorme vantaggio per gli scambi commerciali tra aziende e pubbliche amministrazioni di Paesi diversi rappresenta una nuova soglia di facilitazione all’interno dell’apparato burocratico internazionale, facente parte delle soluzioni volte alla digitalizzazione di un mercato unico europeo. L’obiettivo dell’introduzione di questo nuovo strumento vuole essere infatti quello di superare le difficoltà causate da sistemi nazionali di gestione del ciclo dell’ordine tutti differenti.

Nonostante le intenzioni siano delle migliori, è inevitabile che il nuovo strumento abbia un impatto inizialmente conflittuale con aziende ed enti pubblici, come del resto ogni innovazione. Entrano quindi in gioco quelle realtà, come la nostra, che sono in grado di affiancare le aziende in questo nuovo percorso attraverso uno sguardo clinico, preciso e garantito.

Forti della competenza tecnica dei nostri Innovation Manager (di cui potete trovare l’iscrizione ufficiale all'elenco di competenza), il nostro affiancamento alle aziende si è rilevato un aiuto importante per tutte quelle realtà del territorio che, durante il primo step di fattura elettronica B2B e B2C, hanno avuto la necessità di adattarsi all’obbligo di legge entrato in vigore in Italia da gennaio 2019. Dopo qualche settimana lo scetticismo generalizzato riguardo questo nuovo metodo di fatturazione ha lasciato il posto alla valutazione della reale efficacia dell’iniziativa, grazie a cui la situazione è divenuta favorevole anche alla digitalizzazione di altri settori aziendali.

Molte imprese hanno conosciuto nuovi modi di lavorare, eliminando la carta e automatizzando diversi processi interni, aumentando di conseguenza la consapevolezza sul proprio impatto globale a livello ambientale, e risparmiando notevoli risorse economiche prima destinate alle materie prime ed agli spazi logistici necessari allo stoccaggio di bancali, archivi, ecc... Dal punto di vista burocratico sono poi stati registrati vantaggi relativamente alla lotta all’evasione fiscale: incentivo per i Governi affinché intraprendano la strada della digitalizzazione.

I benefici evidenziati finora con la fatturazione B2B e B2C sono riscontrabili anche nella fatturazione elettronica europea: grazie ad essa i processi telematici consentono un controllo maggiore e più efficace dei costi pubblici, limitando gli sperperi. Tali processi si traducono perciò, per enti ed aziende, in un risparmio in termini di tempo e risorse economiche, oltre che nella sicurezza dovuta alla riduzione dell’errore umano.


Lo standard UBL XML, Peppol e le priorità per le aziende

Le difficoltà incontrate, relative ad una vastità di metodologie differenti nella gestione documentale a seconda delle leggi e delle prassi dei vari Stati, sono state risolte dal legislatore UE, che ha proceduto uniformando il linguaggio di interscambio delle fatture in tutta Europa. È stata infatti delineato uno standard composto da un contenuto minimo (core invoice), un formato CII XML (cross industry invoice), UBL 2.1 (universal business language) ed alcune specifiche tecniche che descrivano le “istruzioni per l’uso” dei vari formati nazionali (CIUS – Core Invoice Usage SPecification).

Esempio: qualora un’azienda italiana dovesse inviare una fattura ad una pubblica amministrazione tedesca, basterà servirsi di uno strumento informatico capace di creare i file nel formato europeo, per poi inviare la fattura europea al destinatario tramite un’infrastruttura riconosciuta (Peppol).

Promossi dalla Commissione Europea, le infrastrutture di rete che consentono lo scambio di documenti tra paesi seguono specifiche standard: la funzionalità tramite access point mette in collegamento il sistema aziendale ad un service provider certificato (in Italia da Agid). La priorità delle aziende in vista della fatturazione elettronica europea è quindi quella di individuare un service provider affidabile che offra il servizio di access point con cui integrare il proprio sistema gestionale, utilizzando poi Peppol in sicurezza ed ottenendo così flussi documentali standardizzati in entrata e in uscita. Peppol consente inoltre la trasmissione di DDT, listini ed ordini digitali: e ciò ne determina l’importanza in quanto risorsa aziendale.

Da questo mese in avanti (febbraio 2020) scatterà inoltre l’obbligo di utilizzare il NSO – Nodo Smistamento Ordini per lo scambio di documenti d’ordine digitali tra privati ed enti del Servizio sanitario nazionale: lo strumento individuato per questi scambi è proprio Peppol.

Oltre la fatturazione elettronica europea: lo scenario futuro

Il futuro della gestione documentale europea potrebbe essere affidato anche a nuove tecnologie disruptive e, dato il potenziale business, gli investimenti nel settore non mancano. Si stima infatti che il mercato della fatturazione elettronica arriverà a valere sedici miliardi nei prossimi anni. In tutto il mondo numerosi Paesi, come India e Singapore, stanno rapidamente implementando nuovi processi documentali. Un ulteriore passo verso un futuro sempre più digitale.


L’articolo proposto si basa sul progetto di comunicazione editoriale che Agendadigitale.eu sta sviluppando con il partner Digital Technologies.


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